Livornese Anarchico e Comunista: Piero Ciampi - Dio dell'anno 2013

PIERO CIAMPI
di Fragoladibosco

Lina Agostini: "Ce l'ha proprio con tutti..."
Piero Ciampi: “Sono arrabbiato per tre buoni motivi:
sono livornese, anarchico e comunista...”

(da un'intervista al RadioCorriereTv, 1976)



Guardatela bene, con attenzione, questa fotografia. Un uomo con una sigaretta in bocca, apparentemente normale, che dimostra più dei suoi anni, sguardo intenso e malinconico. Un uomo, un cantautore, un artista, un poeta che ci accompagnerà, mese dopo mese, per tutto il 2013. Nato nel ’34 e morto a Roma nel 1980, Piero Ciampi cresce nella “sua” Livorno tra studi d'ingegneria abbandonati e un lavoro da venditore di oli lubrificanti nella zona portuale, coltivando fin da giovane la passione per la musica, insieme ai fratelli Roberto e Paolo, e soprattutto per il vino. Il vino

Com'è bello il vino
rosso rosso rosso,
bianco è il mattino,
sono dentro a un fosso.
E in mezzo all'acqua sporca
godo queste stelle,
questa vita è corta,
è scritto sulla pelle.
Ma com'è bello il vino
bianco bianco bianco,
rosso è il mattino,
sento male a un fianco.
Vita vita vita,
sera dopo sera,
fuggi tra le dita,
spera, Mira, spera.

Dopo il servizio militare, come altri grandi toscani del passato (uno per tutti, l'altro grande livornese Modigliani), se ne va a Parigi alla ricerca della sua ideale dimensione artistica; nei localacci parigini, dove si esibirà sempre per pochi soldi e un bicchiere di vino, conoscerà Celine e Brassens. Tornato in Italia pubblica, senza grande successo nel ’63, il suo primo disco come Piero Litaliano, il suo nomignolo francese. Gli anni '60 li trascorrerà vagabondando senza meta, perdendosi definitivamente nel vizio dell'alcool e scrivendo testi per altri cantanti. 
Personaggio scomodo, fuori dalle righe, capace di interrompere un concerto alla prima canzone, ubriacone rissaiolo (famoso è l'aneddoto dell'azzuffata con Franco Califano perchè non gli aveva offerto da bere nel suo night), capace di mandare a fanculo il mago Silvan durante un suo spettacolo o dare dei "pezzi di merda" a tutti i presenti al Premio Tenco. Solo negli anni ’70 e, soprattutto dopo la sua morte, verrà riconosciuto come un grande della musica italiana grazie a LP come Piero Ciampi (1971), Io e Te Abbiamo Perso la Bussola (1973), Andare camminare lavorare e altri discorsi (1975), Dentro e fuori (album doppio, 1976). Sarà riconosciuto sia dalla critica che da molti altri artisti (De Gregori, Nada, Gino Paoli, Mimmo Locasciulli,  Renato Zero, ecc...) come uno dei padri della canzone d'autore italiana. Nei suoi testi e nelle sue poesie saranno sempre in primo piano le persone emarginate, i perdenti, le sue donne, l'alcool, la difficoltà di vivere, le miserie del mondo.


Il nostro caro dio dell'anno ci seguirà per tutto il 2013, 12 mesi assolutamente imprevedibili, difficili da inquadrare e da decifrare. Il nostro futuro pare oggi appeso a un filo, quanto sottile nessuno lo sa. In un attimo saremo già nelle cabine elettorali a mettere una croce (oddio, che brutta parola !) sul nostro destino. Nulla è lecito aspettare, forse solo un minimo di dignità collettiva, di serietà istituzionale. Vedremo arrivare un nuovo Presidente con le solite decrepite liturgie, già vecchie negli anni '80. E poi la nebbia e l'imbrunire...

Una vita a precipizio
l'esistenza senza un senso
e la discesa niente ritorno
poi la salita viene crudele
come un miraggio
mentre il giorno tramontando
lascia un solco...
Le parole giocano strane
e il tramonto guarda in silenzio,
esperienza forse è in mano di altri,
poi la memoria, nascondendo il presente,
diventa ladra...

Ma cosa ci riserverà il nuovo anno ? Proveremo, come una zingara, a leggere il futuro in ogni ruga del volto di Piero Ciampi, in ogni parola delle sue canzoni, nella sua vita disordinata, fuori da ogni schema logico. Osserveremo gli astri, la posizione dei pianeti e delle stelle, le comete di passaggio, i satelliti e il pulviscolo intergalattico.

LAVORO

Andare-camminare-lavorare sarà nel 2013 la nostra colonna sonora: italiani, banda d’incoscienti, d’indebitati, di disperati, nessuno scoramento, i prepotenti saranno tutti chiusi a chiave. Pompieri, spegnete gli incendi nei conventi, nelle anime (sarà molto difficile), nelle banche (potreste anche lasciarle bruciare). Il passato lo chiuderemo a chiave nel cassetto. Speriamo. Non è il caso di scappare, andare-camminare-lavorare, niente paura azzurri, attaccare, attaccare. Chissà quanta gente firmerebbe in calce il nostro inno, quanti riprenderebbero volentieri il cammino interrotto 5 anni fa, quanti passo dopo passo scalerebbero anche a piedi nudi il Pordoi. Il lavoro? Ancora non sapete nulla. Vi hanno preso? Non vi hanno ancora detto nulla. E allora? Allora non lo so, non lo so, non lo so, non lo so…non so niente. Uffa che noia, ma non è ancora finito questo squallido imbroglio tra la vita e la morte delle persone. Ma finirà se mai finirà ? Non siamo tutti eroi.

AMORE

L’amore fortunatamente non mancherà mai. E’ dietro a ogni angolo,  basta cercarlo, volerlo, ricambiarlo. Ma come per ogni cosa bella, è dura trattenerlo. Non ti potrò baciare, perché anche tra noi due l'attesa è sacra e la diffidenza necessaria. Forse comincerò a prenderti la mano, poi non saprò come continuare, farò di tutto perché tu non capisca l'indifferenza che in questo mondo ci perseguita. L’amore potrà portare gioie e dolori, tristezza e solitudine. Dovresti essere forte e dirmi, lasciandomi alla mia vita di sempre, che ormai per te sono un estraneo e che ha ragione la gente quando dice che merito la solitudine. Ma guarda che cosa ti dico: sarebbe molto meglio per te che te ne andassi prima di incontrarmi. I litigi saranno all'ordine del giorno: vuoi stare vicina ? nooo ? Ma vaffanculo. Ma vaffanculo. Sono quarant'anni che ti voglio dire... ma vaffanculo. Ma vaffanculo te e tutti i tuoi cari. Ma vaffanculo. Ma sarà subito pace. E va bene: se mi vuoi lasciare...e va bene, te ne puoi andare perché ritornerai come sempre da me, per rileggere i tuoi libri, per parlarmi dei tuoi sogni. E il sesso ? Come sarà la nostra vita animale ? Dai, dai, coricati, vai che ti sganghero, te lo faccio vedere chi sono io !

DENARO

Se l’amore non mancherà mai, sul denaro ci saranno meno certezze. Vedrete i quattrini arrivare (se arriveranno), ma ne vedrete ben di più partire e per sempre. Se sono solo come mai, non ho una lira e tu lo sai, perdonami. E se per caso qualcuno si dovesse avvicinare dicendovi, senti, intanto però c'è un problema: siccome devo uscire, mi puoi dare mille lire per il tassì in modo che arrivo più in fretta a risolvere questo problema volgare che abbiamo?...ti devi fidare. E diffidate, gente, diffidate di chi vorrà regalarvi facili illusioni, buongiorno, cinquecentomila su Barbablù, sì, poi gioco...questa accoppiata: Barbablù con Rommel, cinquecentomila, sì, senta...e poi gioco ancora centomila su...su Barbablù...naturalmente, sì, Merda!

Caro dio dell'anno, regalaci un anno di sana ebbrezza, mesci il tuo vino nelle nostre coscienze,  permettici di raggiungere quella difficile sintonia interiore tra emozione, intelletto e istinto, donaci la saggezza di riuscire a vedere oltre perchè un domani ci sarà sempre, quanto luminoso dipende da noi.
Dietro alla coltre di nubi che abbiamo creato, rimarrà sempre un caldo sole a indicarci la via...

Quel che siete fummo,
quel che siamo sarete,
se ci arriverete...

4 commenti:

  1. A questo dio mi inginocchio volentieri...

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  2. Caro dio dell'anno, fulminaci Seimani...

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  3. Com'è bello il vino24 dicembre 2012 12:31

    Hic!

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  4. Buon Natale a tutti ( tranne a Seimani)...

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